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Tecarterapia
Tecarterapia

Tecarterapia

La Tecarterapia, nota anche come Tecar o Trasferimento Energetico Capacitivo-Resistivo, è un tipo di trattamento elettromedicale, che trova particolare
impiego nella cura di traumi e patologie infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico.
Diffusa soprattutto in ambito fisioterapico, la Tecarterapia consiste in un
massaggio
particolare, praticato tramite uno strumento capace di ridurre il
dolore
e accelerare la naturale riparazione dei tessuti, laddove ovviamente ci sia un danno.
Il tutto si traduce in un accorciamento tangibile dei tempi di guarigione.

Come Funziona la Tecarterapia?
La Tecarterapia è una forma di termoterapia endogena:
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La parola “termoterapia” significa “terapia basata sul calore”. L’impiego del calore con finalità terapeutiche, soprattutto in presenza di affezioni dolorose
muscolari e articolari, è diffuso da diversi decenni. Alcune termoterapie che hanno preceduto la Tecar e che sono in uso ancora oggi sono:
l’infrarosso,gli ultrasuoni e il laser (laserterapia).
Il termine “endogena” si riferisce al fatto che lo strumento per la Tecar induce la produzione di calore a partire dall’interno del corpo (calore endogeno).
L’infrarosso, gli ultrasuoni e il laser, invece, prevedono l’utilizzo di apparecchiature che emettono loro stesse calore. Ciò vuol dire che il calore è
esogeno,
cioè proviene da una fonte esterna al corpo.
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La particolarità del funzionamento della Tecarterapia è che lo strumento in uso stimola la produzione di calore (che è una forma di energia) da parte del
soggetto in cura.
In altre parole, induce il corpo del paziente a collaborare in modo attivo, per il raggiungimento più veloce della guarigione.

Modalità d’Uso della Tecarterapia
Il dispositivo Tecar può lavorare in due modalità: la modalità capacitiva e la modalità resistiva.
La modalità capacitiva è indicata per il trattamento di problematiche a livello dei tessuti molli, con una bassa resistenza alla corrente, come i muscoli,
la cute, il tessuto connettivale, i vasi sanguigni e i vasi linfatici.
La modalità resistiva, invece, è ideale per il trattamento di danni a livello di tessuti con un’alta resistenza al passaggio di corrente, come le ossa, le articolazioni, i tendini, i legamenti, le cartilagini ecc.
Alla luce di ciò, risulta abbastanza chiaro che la scelta della modalità di utilizzo della Tecar dipende, esclusivamente, dal tipo di tessuto biologico su cui bisogna agire.

In ambito medico, la Tecarterapia trova largo impiego nel recupero da infortuni, quali
Distorsioni, lesioni tendinee, tendiniti, borsiti, esiti di traumi ossei, distrazioni legamentose e problemi articolari
nel trattamento di patologie muscolari e osteoarticolari, come contratture, stiramenti e strappi muscolari,miositi, lombalgie, sciatalgie, artrosi e infiammazioni osteoarticolari
nei programmi riabilitativi post-operatori, come per esempio dopo gli interventi chirurgici per l’inserimento di una protesi.

Usi più comuni della Tecarterapia
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Patologie muscolari:
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Contratture;
Stiramenti o strappi;
Contusioni;
Edema.
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Patologie dolorose della colonna:
elenco di 3 elementi livello interno 1
Lombalgie;
Dorsalgie;
Cervicalgie.
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Patologie della spalla:
elenco di 3 elementi livello interno 1
Tendinite e tenosinovite della spalla;
Tendinopatie inserzionali;
Capsulite adesiva.
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Patologie del
gomito:
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Epicondilite;
Epitrocleite.
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Patologie del polso e della mano:
elenco di 3 elementi livello interno 1
Tendiniti e tenosinoviti della mano;
Tendiniti e tenosinoviti del polso;
Rizoartrosi.
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Patologie dell’anca:
elenco di 3 elementi livello interno 1
Coxartrosi;
Borsite;
Pubalgia.
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Patologie del ginocchio:
elenco di 4 elementi livello interno 1
Condropatia rotulea;
Gonartrosi;
Esiti di lesioni traumatiche dei legamenti crociati anteriore e posteriore;
Distorsioni.
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Patologie della caviglia e del piede:
elenco di 4 elementi livello interno 1
Esiti di fratture;
Distorsioni;
Fascite plantare;
Tendinite achillea.
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Riabilitazione post-chirurgica.
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Effetti Collaterali della Tecarterapia
In alcune rare circostanze, la tecarterapia può provocare dolore o gonfiore in corrispondenza dell’area sottoposta a trattamento; inoltre, presenta un
rischio minimo di
ustione.
Quando si verificano, questi effetti collaterali della tecarterapia dipendono per lo più da un uso improprio dello strumentazione o dall’area d’interesse.
Nel suo complesso, comunque, la tecarterapia è da considerarsi un metodo di trattamento altamente sicuro.

La Tecarterapia non presenta particolari controindicazioni.
Le sole persone a cui i medici raccomandano precauzione (e magari il consulto di uno specialista) sono i soggetti portatori di pacemaker, gli individui insensibili alle alte temperatura e le donne in gravidanza.

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